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Non solo dormire: i 3 tipi di riposo che ti cambieranno la vita
Pensi che per essere in forma basti buttarsi a letto alle 22 e lasciare che la sveglia all’alba ti spari luci negli occhi ogni mattina? Mi dispiace, la scienza ha una brutta (ma salvifica) notizia: il vero riposo è molto di più! E rischi di perderti la parte migliore…
Perché dormire bene non basta?
All’inizio dell’anno ti sei detto: basta crolli pomeridiani! Ora si punta tutto su concentrazione e performance. Hai eliminato gli schermi digitali alle 21, messo sotto il cuscino profumi d’essenze magiche e scaricato un’app di meditazione. Eppure, anche con notti davvero più riposanti, ti senti ancora con la batteria a metà.
La verità? Secondo quattro specialisti, il corpo umano non ha bisogno di un solo tipo di riposo, ma almeno quattro. E indovina un po’? Dormire bene è solo la punta dell’iceberg!
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Riposo sociale: l’arte di stare (o non stare) con gli altri
Andare con gli amici, ascoltarli e parlare può sembrare rilassante, ma spesso è faticoso! Laure Verret, docente di neuroscienze all’Università di Tolosa, spiega che ogni interazione sociale è impegnativa: richiede attenzione continua non solo a ciò che dicono, ma anche al linguaggio del corpo – sia loro che nostro. Soprattutto quando ci si ritrova in un bar o ristorante affollato: un vero campo minato di stimoli, tra amici e perfetti sconosciuti.
Ti capita di sentirti sempre in allerta? Con alcune persone, adottiamo vere e proprie pose sociali, controllando costantemente il nostro comportamento.
Ma allora, come si ricarica il sociale? Facile (si fa per dire):
- Prendersi tempo solo per sé. Stare soli, non fare nulla, permette di abbassare la guardia e fare pulizia tra pensieri ed emozioni che ci esauriscono.
- Circondarsi di persone che ci fanno stare bene e – sì, via senza sensi di colpa! – tagliare i ponti con chi ci prosciuga energie. Gli stati d’animo sono contagiosi: secondo Christophe Haag, ricercatore in psicologia sociale, basta 21 millesimi di secondo e prendi l’emozione dell’altro. Meglio persone positive, che aiutano a regolarci e a calmarci.
Riposo emozionale e sensoriale: silenzio, si rigenera… il cervello!
Le emozioni scandiscono le nostre giornate, ma le più forti – soprattutto quelle che arrivano nei momenti meno opportuni, spesso e senza motivo – consumano moltissima energia. Haag consiglia di cambiare aria e stare in ambienti sereni: il cervello, bravissimo ad adattarsi, abbassa pian piano la tensione, entrando in risonanza con ciò che ci circonda.
Attenzione anche a ciò che mangiamo: c’è un dialogo continuo tra cervello e intestino! Il cibo molto lavorato, o la cosiddetta malnutrizione, rende la digestione complicata, crea ansie artificiose e obbliga il cervello a lavorare di più. Quindi, occhio a quello che metti nel piatto la sera prima di dormire.
Spesso dimentichiamo il grande protagonista della nostra fatica: i nostri sensi, in particolare l’udito. Rumori di città, clacson, notifiche, voci intorno… tutte queste stimolazioni continue causano un sovraccarico cognitivo, affaticano e – parola di Michel le Van Quyen, direttore di ricerca INSERM – alla lunga indeboliscono sistema immunitario, cardiovascolare e il sistema parasimpatico (quello che dovrebbe aiutarci a riposare!).
Il rimedio? Momenti di silenzio ogni giorno! Passeggia in un parco, isolati in una stanza senza cellulare. E se vuoi osare: qualche minuto di ASMR, quei suoni che spingono il cervello a produrre dopamina (l’ormone del benessere). Non serve chiudersi nella caverna dell’eremita, basta poco per rigenerarsi.
Il riposo fisico e il vero sonno riparatore
Non è tanto quanto dormi, quanto bene. Fisiologicamente, il sonno profondo a onde lente è quello più rigenerante, sia per il corpo che per le emozioni, spiega Verret. Quando il sonno è profondo, il cervello produce onde “delta”: qui avviene la vera ripresa nervosa e corporea. Parola di Yann Rougier, medico e neuropsichiatra: l’unico obiettivo di corpo e mente in questa fase è rigenerarsi.
Ma – sfortunatamente – raggiungerlo non è sempre semplice. Con lo stress cronico degli ultimi anni (grazie, pandemia!), molti vivono in stato di allerta fisiologica: il cervello non si “stacca” mai. La soluzione? Respirare con consapevolezza: secondo Rougier, dedicare 5–10 minuti ogni sera a esercizi di respirazione migliora sensibilmente in appena nove giorni la qualità del sonno, stimolando il sistema parasimpatico, rallentando i processi del corpo e aiutando una vera rigenerazione.
In sintesi: il vero riposo è molto più che dormire. Serve prendersi cura della propria mente, selezionare le compagnie, staccare dagli stimoli sensoriali e imparare a rilassarsi davvero – anche con piccoli gesti, ogni giorno. E se hai letto tutto senza interruzioni… beh, complimenti: sei già sulla buona strada per il riposo che ti cambierà la vita!












