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Chi non ha mai provato quella sensazione bizzarra di “cadere” proprio mentre sta per prendere sonno? Non preoccuparti, non sei solo: il tuo corpo non sta cercando di sabotare la tua notte ma sta solo rivelando, a modo suo, i segreti del cervello addormentato. Pronto a scoprire perché il tuo letto a volte sembra una pista da ballo? Continua a leggere!
Cosa sono le scosse prima di dormire?
Se hai già sperimentato uno scossone muscolare o un piccolo spasmo poco prima di addormentarti, puoi già dare un nome a quello che ti succede: si tratta di mioclonia d’addormentamento (nota anche come scossa ipnica). Secondo il dottor Thierry Castera, specialista in medicina generale e patologie del sonno, queste sono “contrazioni involontarie di una parte del corpo che compaiono proprio quando ci si sta addormentando o durante il sonno”. Un fenomeno piuttosto comune, tanto che, come dice l’esperto, “tutti l’hanno avvertita almeno una volta nella vita”.
Le mioclonie d’addormentamento rientrano appunto nella grande famiglia delle mioclonie, cioè delle contrazioni muscolari che non controlliamo (il singhiozzo, per esempio, è un loro illustre parente!). Questi spasmi possono essere accompagnati da veri e propri sussulti e scosse che, rassicuriamoci, sono l’esatto opposto della paralisi del sonno.
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Perché accadono? Il cervello e le sue sorprese
Le mioclonie d’addormentamento, per fortuna, sono nella maggior parte dei casi benigne, anche se le cause non sono sempre chiare come avremmo sperato. Se molte mioclonie notturne sono dovute a disturbi che coinvolgono il cervello, queste legate all’addormentamento sembrano piuttosto relazionate a periodi di ansia o a momenti di stress.
Un protagonista fondamentale di questo processo è il cortisolo, il famoso ormone dello stress: fisiologicamente, il livello di cortisolo dovrebbe scendere verso la sera per facilitare il riposo, ma spesso capita che una “scarica” di questa sostanza provochi proprio quegli scatti improvvisi durante l’addormentamento. Insomma, anche il cervello più tranquillo a volte fa i capricci!
Curiosità: di solito se ne accorge il compagno di letto (o la tua metà che si becca la botta), ma le scosse possono essere scatenate anche da stimoli esterni, ad esempio da un clacson fuori dalla finestra che fa sobbalzare pure i sogni.
Quando preoccuparsi e cosa fare
La buona notizia: di solito non serve correre dal medico per questi episodi. Tutto dipende dall’intensità e, soprattutto, dalla frequenza delle scosse. Il dottor Castera suggerisce, però:
- Se le mie scosse sono molto frequenti e mi impediscono di prendere sonno, è meglio avvisare il proprio medico di base.
Sarà proprio il medico a fare domande mirate per capire se si tratta davvero di una mioclonia del sonno o se servono ulteriori accertamenti. A volte può essere suggerito un prelievo di sangue per verificare eventuali carenze (come di ferro o vitamine, spesso coinvolte anche nei movimenti periodici delle gambe). Nei casi fastidiosi, lo specialista del sonno può ordinare un elettroencefalogramma (EEG) o una polisonnografia (un vero test supertecnologico da nottambuli!), ma trattandosi di mioclonie d’addormentamento, questi esami sono raramente necessari.
Come ridurre le scosse: consigli pratici
Per fortuna, il trattamento di queste simpatiche scosse notturne parte soprattutto dalle buone abitudini quotidiane. Secondo il dottor Castera, è raccomandato:
- Limitare caffeina, droghe e alcolici, soprattutto la sera.
- Gestire lo stress con tecniche di rilassamento come la coerenza cardiaca o la sofrologia.
- Sebbene l’attività fisica aiuti a tenere a bada l’ansia, evitare lo sport subito prima di coricarsi: il corpo resta “carico” e la temperatura corporea aumenta, disturbando così l’addormentamento (il jogging rilassa la mente, ma lascia i muscoli troppo svegli!).
- Meglio evitare anche una doccia troppo calda la sera.
Se l’ansia è dovuta a traumi o problemi psicologici profondi, il supporto di uno psicologo o di uno psichiatra può essere molto utile.
Infine, in casi gravi e solo quando le scosse sono ripetute, molto intense e compromettono gravemente l’inizio del sonno, il medico può valutare, come ultima risorsa, la prescrizione di farmaci (tra cui le benzodiazepine).
In conclusione: quelle scosse improvvise non sono quasi mai un problema grave e nella gran parte dei casi possono essere tenute a bada modificando alcune semplici abitudini. Osserva il tuo corpo, rilassati… e la prossima volta che “salti” sul cuscino, ricorda: è solo il cervello che, prima di dormire, ti dà un ultimo “ciao”!












