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Un team di ricercatori cileni era a un passo dalla sperimentazione umana di un vaccino contro la variante Andina dell’hantavirus, ma il progetto si è fermato per mancanza di fondi. La scoperta aveva mostrato anticorpi promettenti dopo i test sugli animali, aprendo la strada a trial clinici. Poi è arrivata la pandemia e le priorità finanziarie sono cambiate, lasciando incompleta la fase decisiva. Oggi il ritorno alla ricerca richiederà tempo e risorse per riprendere da dove si era interrotto.
La ricerca di Concepción: risultati e potenzialità del laboratorio
Nel laboratorio di immunovirologia dell’Universidad de Concepción i ricercatori avevano sviluppato anticorpi in grado di neutralizzare il virus nelle prove precliniche. Gli esperimenti sugli animali avevano dato segnali incoraggianti, con riduzione significativa della carica virale e protezione degli esemplari trattati. Questi risultati suggerivano che la transizione agli studi sull’uomo fosse realistica e sostenibile dal punto di vista scientifico. La squadra guidata da María Inés Barría aveva preparato protocolli e partnership per procedere con i trial clinici.
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I dossier preparati includevano analisi di sicurezza e procedure regolatorie necessarie per l’approvazione dei trial. Gli scienziati avevano anche messo a punto metodi validati per misurare la risposta anticorpale nei pazienti. Tuttavia, la fase successiva avrebbe richiesto investimenti significativi per infrastrutture e personale specializzato.
Quanto serviva per sbloccare gli studi clinici e perché è mancato il finanziamento
Il team cileno stimò che servissero circa 7 milioni di dollari per completare gli studi di fase I e II sull’uomo. Questa cifra avrebbe coperto produzione GMP, monitoraggio clinico e tutte le verifiche di sicurezza. Ma l’arrivo della crisi da Covid-19 ha rimodulato i flussi di finanziamento verso emergenze immediate e vaccini globali. Di conseguenza, la raccolta fondi si è interrotta e il progetto è stato messo in pausa.
Secondo Barría, il vero ostacolo non è solo il denaro, ma anche l’assenza di strutture adeguate per ospitare trial umani su patogeni ad alta patogenicità. Senza stabilimenti conformi e personale formato, i fondi non avrebbero risolto tutti i problemi tecnici. Il recupero dello slancio richiederà un piano coordinato tra istituzioni ed enti finanziatori.
Il contagio mediatico e i nuovi gruppi che riprendono la sfida
L’incidente sulla nave da crociera MV Hondius ha riacceso l’attenzione sull’hantavirus Andino a livello internazionale. Il caso ha ricordato che il virus rimane una minaccia in alcune aree del Sud America e che cure efficaci sono ancora assenti. Di conseguenza, nuovi laboratori e gruppi di ricerca hanno riallacciato i contatti per esplorare soluzioni vaccinali e terapie.
Tra questi, il team del professor Kartik Chandran all’Albert Einstein College of Medicine sta sviluppando sia un vaccino sia terapie basate su anticorpi monoclonali. L’anticorpo di Chandran ha mostrato efficacia nel proteggere animali sperimentali dalla variante Andes, e il gruppo ritiene che sia pronto a passare alle sperimentazioni sull’uomo. Anche se promettente, il progetto deve ancora affrontare gli stessi ostacoli logistici e finanziari che hanno fermato altri sforzi.
Passi necessari per riavviare gli studi e tempi attesi
Per tornare al livello raggiunto prima dell’interruzione, gli esperti stimano un arco temporale di 12-24 mesi di lavoro mirato. Questo periodo comprende la ricostruzione delle risorse, l’adeguamento delle strutture e la finalizzazione delle pratiche regolatorie. I tempi dipenderanno anche dalla rapidità con cui si reperiranno i finanziamenti e dalle collaborazioni internazionali che si potranno attivare.
Gli elementi chiave richiesti per la ripresa della ricerca includono finanziamenti sostenuti, infrastrutture conformi e personale specializzato. Senza questi pilastri non è possibile avviare trial clinici sicuri ed efficaci. Di seguito una sintesi delle priorità pratiche:
- Raccolta di fondi per produzione e trial
- Allestimento di strutture GMP e centri clinici
- Formazione di team clinici e regolatori
- Accordi di collaborazione internazionale












