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- Il sito di Castillo de Huarmey: contesto e scoperta
- Reperti più significativi: mummie, ceramiche e ossa
- Come sono stati identificati i cani senza pelo
- Isotopi e dieta: cosa mangiavano i cani
- Ruoli sociali: animali da compagnia, guardiani o offerte rituali?
- Datazione e implicazioni per la storia locale
Una scoperta archeologica sulla costa settentrionale del Perù riaccende il dibattito sul rapporto millenario tra esseri umani e cani in Sudamerica. Resti scheletrici, una mummia canina e oggetti ceramici mostrano che già secoli prima degli Inca esistevano cani nudi tipici della tradizione andina. Lo studio pubblicato sul Journal of Anthropological Archaeology porta nuove prove dal sito di Castillo de Huarmey. Le analisi suggeriscono legami complessi tra persone e cani, tra affetto, ruolo rituale e gestione pratica.
Il sito di Castillo de Huarmey: contesto e scoperta
Castillo de Huarmey si trova a circa 300 chilometri a nord di Lima e occupa oltre 110 ettari sulla costa pacifica. Il complesso servì da centro amministrativo e funerario dell’impero Wari tra il 600 e il 1050 d.C. Scavi recenti hanno messo in luce tombe di élite, artigiani e depositi rituali ancora intatti. Questi contesti hanno offerto materiali organici straordinariamente ben conservati.
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Un terremoto nel 1970 e saccheggi successivi hanno però mescolato i livelli più superficiali. Le stratigrafie profonde hanno mantenuto contesti Wari leggibili per gli archeologi. Questa alternanza di danno e conservazione rende l’interpretazione dei ritrovamenti più complessa. Nonostante ciò, i resti canini emergono come prova diretta di una presenza degli animali nel sito.
Reperti più significativi: mummie, ceramiche e ossa
Tra i reperti spiccano una mummia parziale di cane e crani ricoperti di cinnabar, il pigmento rosso usato nei riti funebri. Sono emerse anche ceramiche raffiguranti cani seduti e oggetti collegati a pratiche rituali. Alcune tombe contenevano offerte di camelidi e strumenti metallici, che delineano uno scenario funerario complesso.

Il deposito ha restituito un insieme variegato di materiali, tra cui:
- ossame canino corrispondente ad almeno 19 individui;
- una mummia maschile quasi completa con pelle e orecchie conservate;
- ceramiche antropomorfe e oggetti ritualmente disposti.
Tra le ossa ritrovate vi sono resti di cuccioli sepolti vicino a individui di alto rango. Alcuni scheletri presentano segni di sepoltura intenzionale, altri sembrano rifiuti. Solo poche ossa mostrano tracce di macellazione. Questo quadro indica usi diversi dei cani nella comunità Wari.
Come sono stati identificati i cani senza pelo
Gli archeologi hanno riconosciuto tratti anatomici coerenti con i cani senza pelo tipici del Perù. In particolare manca sistematicamente il primo premolare in più esemplari. Inoltre la pelle mummificata di uno scheletro conserva caratteristiche di un animale glabro. Questi elementi portano a collegare i resti alla tradizione dei cani nudi andini.
Evidenze dentali e legami genetici
La carenza congenita di alcuni denti è associata, nella letteratura scientifica, allo stesso gene che determina la calvizie canina. L’assenza di premolari non sembra dovuta a perdite postnatali ma a mancata eruzione. Questo è un indicatore chiave per identificare la razza storica. La combinazione di dentatura e pelle conservata rafforza l’ipotesi degli archeologi.
Isotopi e dieta: cosa mangiavano i cani
Analisi isotopiche su ossa e denti hanno rivelato informazioni sulla dieta e sulle provenienze dei cani. Carbonio e azoto mostrano che molti animali consumavano mais o residui alimentari umani. Gli isotopi di stronzio e ossigeno sono stati usati per indagare spostamenti e origini. I risultati sono stati confrontati con dati umani e di camelidi del sito.
Le misure evidenziano che i cuccioli di cani nudi avevano diete simili a quelle dei bambini. In età adulta l’alimentazione tendeva a diversificarsi. Questo pattern suggerisce pratiche di crescita e forse allevamento organizzato. Tuttavia non è possibile stabilire se il mais fosse dato come cibo intenzionale o ricavato dagli scarti.
Ruoli sociali: animali da compagnia, guardiani o offerte rituali?
I resti mostrano che i cani ricoprivano ruoli diversi nella società Wari. Alcuni sono stati sepolti con individui di alto rango, altri in contesti domestici o di scarto. Un cucciolo fu deposto accanto a un artigiano di élite, mentre un altro scheletro accompagnava un custode funerario. Questa variabilità indica relazioni complesse tra umani e cani.
Non è possibile determinare con certezza l’affetto o la funzione precisa degli animali, ma le prove suggeriscono ruoli sia affettivi che pratici. Alcuni cani potevano essere guardiani o simboli rituali. Altri invece risultano semplici compagni alimentati con avanzi. Le fonti materiali parlano di una convivenza estremamente sfaccettata.
Datazione e implicazioni per la storia locale
La data al radiocarbonio della mummia canina supera i 1.200 anni, rappresentando la più antica data finora ottenuta nel sito. Questo risultato ricalibra alcune interpretazioni cronologiche di Castillo de Huarmey. Conferma inoltre la presenza dei cani nudi nella regione molto prima della dominazione incaica. La scoperta amplia la conoscenza sulla diffusione di razze canine autoctone in Perù.
Nel contesto culturale moderno, la razza è storicamente legata alla Peruvian Inca Orchid, riconosciuta dall’American Kennel Club. Nel 2000 il Perù ha dichiarato questi cani parte del patrimonio culturale nazionale. Gli studi archeologici ora forniscono evidenze materiali che collegano tradizione, simbolismo e pratiche quotidiane. Queste nuove informazioni stimolano ulteriori ricerche sul rapporto uomo-animale nell’antico Sudamerica.












