Fossili da 520 milioni di anni svelano uno dei più grandi misteri dell’evoluzione

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Scienziati internazionali hanno scoperto fossili eccezionalmente conservati in Cina che spostano indietro nel tempo l’origine dei bryozoa, mostrando che questi animali coloniali erano già presenti durante l’esplosione cambriana. Le nuove testimonianze riscrivono un pezzo mancante della storia evolutiva e offrono dettagli anatomici così nitidi da permettere un’identificazione sicura. La ricerca collega reperti precedenti e apre nuove domande sull’età e la diversificazione degli invertebrati marini. Questo ritrovamento cambia la percezione della rapidità con cui si formarono i principali gruppi animali.

Fossili cinesi che modificano la cronologia dell’esplosione cambriana

Il materiale proviene dalla Formazione Xiannüdong, nella provincia di Shaanxi, e risale a circa 520 milioni di anni fa. Tra i reperti ci sono esemplari di Protomelission gatehousei e una nuova specie nominata Dayingomelission hexaclitia gen. et sp. nov. Il team che ha studiato i fossili comprende ricercatori di Cina, Svezia, Australia e Germania. Queste scoperte colmano una lacuna di lunga data nel registro fossile.

Per decenni i bryozoa erano l’eccezione nell’elenco dei phyla con rappresentanti cambriani. Ora la presenza di colonie complesse in sedimenti antichi mette fine a quel vuoto. La scoperta conferma che i bryozoa facevano già parte della radiazione biologica del Cambriano.

Preservazione straordinaria e anatomia rivelata

I fossili mostrano conservazione tridimensionale con tessuti molli mineralizzati dal fosfato. Anche strutture microscopiche sono visibili grazie a tecniche di imaging avanzate. Questo livello di dettaglio è raro per campioni così antichi.

Caratteristiche anatomiche individuate

  • Sacche membranose e fibre muscolari individuate nelle colonie.
  • Spine strutturali, chiamate styles, riconoscibili nella morfologia interna.
  • Pattern esagonale dei moduli scheletrici tipico dei bryozoa.

La combinazione di scheletro e tessuti molli è decisiva per l’identificazione. Gli autori hanno confrontato queste caratteristiche con alternative proposte in passato. Il risultato scarta interpretazioni come alghe verdi o isolati scleriti di altri organismi.

Conseguenze per la filogenesi e l’origine dei bryozoa

L’analisi filogenetica inserisce le nuove specie all’interno del gruppo denominato Stenolaemata, una delle principali classi attuali. Essere già parte di un ramo avanzato implica origini ancora più antiche. Ciò sposta l’origine possibile dei bryozoa verso l’Ediacarano, prima della vera esplosione cambriana.

Queste evidenze ridefiniscono anche l’ecologia dei primi mari. I fossili indicano ambienti di barriera poco profondi e acque limpide, suggerendo nicchie ecologiche variegate durante il Cambriano. I bryozoa sembrano aver sviluppato presto il corpo coloniale come strategia di successo.

Implicazioni chiave per la paleobiologia

Il nuovo materiale aumenta la distribuzione geografica conosciuta dei bryozoa nel Cambriano. Riscontri in Cina si aggiungono a segnalazioni precedenti dall’Australia meridionale. Insieme, questi dati descrivono un gruppo già diffuso e complesso.

  • Conferma della presenza di bryozoa nel Cambriano antico.
  • Supporto per una radice evolutiva precedente al Cambriano.
  • Rifiuto delle ipotesi alternative sulla natura dei reperti.

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