Neanderthal quasi estinti 75.000 anni fa: un gruppo poi ripopolò l’Europa

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Una ricerca recente guidata dal Senckenberg Centre e dall’Università di Tübingen rimodella la storia genetica dei Neanderthal in Europa. I nuovi dati suggeriscono che, prima della scomparsa definitiva, la popolazione subì colossali cambiamenti demografici. Lo studio combina analisi del DNA mitocondriale e registri archeologici per ricostruire ritiri, sopravvivenze e ricolonizzazioni. Il risultato cambia la visione tradizionale della distribuzione e diversità dei Neanderthal negli ultimi millenni della loro presenza europea.

Scoperte chiave sul DNA dei Neanderthal

Gli autori mostrano che la diversità genetica dei Neanderthal diminuì drasticamente in più fasi nel tardo Pleistocene. Intorno a 75.000 anni fa si sarebbe verificato un forte collo di bottiglia, seguito da un ritiro in un’area di rifugio climatico. Circa 65.000 anni fa, i discendenti di quel nucleo si espandono di nuovo sul continente.

Quasi tutti i Neanderthal tardi sequenziati finora condividono la stessa linea materna mitocondriale, secondo l’analisi. Gli autori segnalano inoltre un ulteriore e rapido calo numerico tra 45.000 e 42.000 anni fa. Gli eventi documentati fanno luce su come la popolazione abbia perso variabilità prima dell’arrivo definitivo di Homo sapiens in Europa.

Metodi: DNA mitocondriale e dati archeologici a confronto

Campioni recuperati e tecniche di sequenziamento

Il team ha ottenuto DNA mitocondriale da denti e ossa rinvenuti in grotte e ripari rocciosi. Il DNA mitocondriale è meno ricco di informazioni rispetto al genoma intero, ma tende a conservarsi più a lungo. Questo lo rende prezioso per studiare resti molto antichi e rari.

In questo studio sono state analizzate dieci nuove sequenze mitocondriali provenienti da più siti europei. I ricercatori hanno poi confrontato questi dati con 49 sequenze già pubblicate. L’approccio ha permesso di ampliare la finestra temporale e geografica delle analisi.

Database archeologici e integrazione delle evidenze

Per contestualizzare il DNA, lo studio ha sfruttato ROAD, un ampio database che mappa la presenza dei Neanderthal in Europa. ROAD è parte del progetto ROCEEH, nato per connettere cultura e prime espansioni umane. L’incrocio tra genetica e siti archeologici ha reso possibile ricostruire spostamenti e concentrazioni di popolazioni nel tempo.

  • Siti analizzati: Belgio, Francia, Germania e Serbia.
  • Sequenze nuove: 10 individui non studiati prima.
  • Sequenze di riferimento: 49 campioni pubblicati.

Secondo i ricercatori, l’unione delle due linee di prova è cruciale per delineare scenari demografici realistici. Jesper Borre Pedersen e colleghi hanno sottolineato il valore di mettere insieme dati genetici e dati archeologici distanziati nel tempo.

Un rifugio nel sud-ovest francese e la successiva espansione

Le evidenze geo-archeologiche indicano una contrazione dei siti verso il sud-ovest della Francia durante le fasi più dure del clima glaciale. In quella zona si sarebbe conservata una popolazione sopravvissuta alle condizioni estreme. Da lì, dopo decine di millenni, sarebbe partita la ristabilizzazione demografica.

Questo processo spiegherebbe perché popolazioni del tardo Pleistocene, da penisola iberica fino al Caucaso, condividono una medesima linea mitocondriale. La scoperta suggerisce un evento di ricolonizzazione che ha prodotto un predominio genetico derivante da un singolo gruppo rifugiato.

Il tracollo finale tra 45.000 e 42.000 anni fa

I dati non supportano uno scenario di popolazione stabile nel tempo. Al contrario, la ricostruzione mostra un rapido e profondo declino demografico intorno a 45–42 mila anni fa. Questo minimo demografico precede di poco la scomparsa dei Neanderthal dall’Europa.

La bassa diversità genetica osservata potrebbe aver reso le popolazioni più vulnerabili a stress ambientali e isolamento. Gli autori suggeriscono che questa fragilità demografica contribuì al collasso finale, insieme alla competizione con Homo sapiens. Lo studio, pubblicato su PNAS, aggiunge dettagli importanti alla cronologia della fine dei Neanderthal.

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