Italia energivora per il raffreddamento 2024: boom condizionatori

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Le ondate di calore sempre più frequenti stanno cambiando la geografia dei consumi energetici in Europa. Nuovi dati Eurostat rivelano una crescita marcata della domanda di raffrescamento domestico. In questa dinamica l’Italia emerge come protagonista per volume totale di energia utilizzata.

Italia prima per quantità totale di energia impiegata nel raffrescamento

Secondo l’ultimo report, l’Italia guida l’Unione Europea per energia consumata per raffrescare gli ambienti. Nel 2024 il dato registrato è di 26,3 mila terajoule. Subito dopo ci sono la Spagna e la Grecia, con 14,3 e 11,9 terajoule rispettivamente.

La leadership italiana riflette più fattori insieme: clima estivo, ampia diffusione dei condizionatori e grande popolazione urbana. Anche l’inefficienza degli edifici incide sulla quantità di energia richiesta. Questi elementi spingono i picchi durante i periodi più caldi.

  • Italia: 26,3 mila terajoule
  • Spagna: 14,3 terajoule
  • Grecia: 11,9 terajoule

Trend 2018–2024: il consumo europeo di raffrescamento è quasi raddoppiato

Il consumo finale dell’UE destinato al raffrescamento è passato da 40,5 terajoule nel 2018 a 80,4 terajoule nel 2024. Questo dato evidenzia un raddoppio in pochi anni. La crescita riguarda gran parte dei Paesi membri.

Fluttuazioni anno dopo anno e stop temporanei

Il consumo è aumentato quasi ogni anno, con due eccezioni ben visibili. Nel 2023 si è registrata una diminuzione del 1,9% rispetto al 2022. Nel 2020 il calo fu del 2,5%, legato a condizioni eccezionali di quel periodo.

Dietro il trend ci sono fattori climatici e comportamentali. L’accesso più diffuso a sistemi di climatizzazione contribuisce alla domanda crescente. Anche la progettazione edilizia e le politiche energetiche giocano un ruolo decisivo.

Impatto sui consumi domestici: chi spende di più per il raffrescamento

Se si osserva la quota del raffrescamento sul consumo energetico domestico, emergono Paesi insulari in cima. Cipro registra il valore più alto con il 16%, seguito da Malta con il 15%. Altre posizioni includono Grecia (7,4%), Spagna (2,5%) e Italia (2,3%).

Queste percentuali mostrano come il raffrescamento stia pesando sulle bollette e sulle reti elettriche in alcune nazioni. La pressione sui sistemi di distribuzione aumenta nei picchi estivi. Per affrontare l’emergenza energetica servono soluzioni mirate.

  • migliorare l’efficienza degli edifici e degli impianti
  • promuovere tecnologie di raffrescamento a basso consumo
  • investire in reti intelligenti per gestire i picchi
  • incoraggiare pratiche di risparmio energetico domestico

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