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Un’équipe di ricercatori ha scoperto tracce nascoste di carbone nelle pitture nere della grotta di Font-de-Gaume, aprendo la strada a una datazione diretta finora impossibile. Questo risultato ridisegna la cronologia dell’arte rupestre nella Dordogna e fornisce nuovi strumenti per interpretare le tecniche degli artisti paleolitici. Lo studio combina metodi non invasivi e campionamenti estremamente ridotti per ottenere dati radiocarbonio affidabili. La notizia arriva dopo anni di incertezze sulle reali età delle immagini rupestri della regione.
Carbone nascosto: la scoperta che ha cambiato la datazione
Per decenni si era dato per scontato che i pigmenti neri fossero privi di carbonio, dominati da ossidi di ferro e manganese. Il nuovo esame ha invece rilevato residui di carbone distribuiti lungo le linee nere delle figure. La presenza di carbone ha permesso per la prima volta una datazione diretta con il radiocarbonio, eliminando il dubbio di contaminazioni recenti.
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Grazie a questo ritrovamento, i ricercatori hanno potuto distinguere tra colorazioni originali e segni aggiunti successivamente. La continuità del carbone su tutta la linea delle immagini esclude che i campioni siano il frutto di graffiti moderni. Ciò rende i risultati delle analisi molto più robusti rispetto al passato.
Metodi non invasivi che hanno rivelato i pigmenti
Lo studio si è basato inizialmente su tecniche che non toccano la superficie dipinta. Il primo passo è stato mappare la composizione chimica senza prelevare materiale.
Raman e imaging iperspettrale per analisi precise
Si è impiegata la spettroscopia Raman insieme all’imaging iperspettrale per scovare il carbonio. Questi metodi identificano i composti chimici e la loro distribuzione con grande accuratezza. Così è stata confermata la presenza di frammenti di carbone nei pigmenti neri.
Campionamento microscopico e risultati radiocarbonio
Dopo l’individuazione del carbonio, è stata richiesta un’autorizzazione speciale per prelevare microcampioni. Gli esami hanno dovuto lavorare su quantità minime di materiale per non danneggiare le pitture. Il processo è stato complesso ma ha fornito date calibrate attendibili.
Le analisi hanno fornito intervalli cronologici per le opere testate nella grotta di Les Eyzies. Il bisonte risulta datato tra 13.461 e 13.162 cal BP. Diverse porzioni della maschera mostrano età molto variabili.
In particolare, le parti della maschera hanno restituito intervalli di datazione tra 8.993 e 8.590 cal BP, tra 15.981 e 15.121 cal BP, e tra 15.297 e 14.246 cal BP. Questi risultati sono leggermente più recenti rispetto ad alcune stime precedenti. La varietà delle date suggerisce fasi di attività pittorica diverse nella stessa cavità.
Implicazioni per lo studio delle grotte della Dordogna
Questa svolta apre nuove opportunità per datare altre pitture paleolitiche della regione, comprese quelle famose come Lascaux. Il fatto che il carbone sia presente anche in immagini ritenute non databili cambia le strategie di ricerca. I ricercatori potranno applicare metodi analoghi a molti siti simili.
Lavorare con microcampioni e analisi non distruttive permette di proteggere il patrimonio mentre si ottengono informazioni cronologiche. Si delinea la possibilità di ricostruire una cronologia più precisa dell’arte rupestre e delle fasi culturali legate agli artisti del Paleolitico. Questo contribuirà a comprendere meglio le tecniche e i contesti di produzione delle immagini.
Applicazioni future e sviluppi attesi
Gli autori auspicano l’estensione della tecnica ad altre figure e grotte per creare una mappa cronologica più ampia. Metodi simili potrebbero risolvere controversie su attribuzioni e sequenze artistiche. La combinazione di spettroscopia e radiocarbonio appare oggi come una strada promettente.
- Datazione diretta di immagini finora non databili
- Verifica dell’autenticità e della stratigrafia dei pigmenti
- Confronto cronologico tra siti della Dordogna e altre regioni
- Sviluppo di protocolli per campionamenti minimamente invasivi
Queste applicazioni potrebbero rivoluzionare l’approccio all’arte paleolitica e agli studi archeologici correlati. Nuove campagne di ricerca sfrutteranno le tecniche per ottenere dati sempre più precisi. L’obiettivo è costruire una storia più dettagliata degli autori di queste opere antiche.












