Malattia mortale degli uccelli: ha invaso le foreste hawaiane

Mostra sommario Nascondi sommario

Una ricerca guidata da scienziati collegati all’Università delle Hawaiʻi mette in luce una verità inquietante: quasi tutte le specie di uccelli delle foreste hawaiane possono contribuire alla diffusione della malaria aviaria. Lo studio spiega perché la malattia è così pervasiva nelle aree dove vivono le zanzare, offrendo dati concreti che complicano gli sforzi di conservazione delle specie native.

Risultati principali e portata della ricerca sulla malaria aviaria

Gli autori, con contributi provenienti dall’Università di Hawaiʻi a Mānoa, hanno identificato il parassita Plasmodium relictum in quasi tutti i campioni analizzati. Il lavoro, pubblicato su Nature Communications, ha rilevato la presenza del parassita in 63 dei 64 siti esaminati alle Hawaiʻi, coprendo foreste con comunità di uccelli molto diverse.

Questa ampia distribuzione suggerisce che la malaria aviaria non dipende da poche specie “serbatoio”, bensì può essere sostenuta da molteplici ospiti. Il risultato cambia la prospettiva sulle strategie di conservazione e indica che il controllo delle zanzare è una leva cruciale per la sopravvivenza degli uccelli nativi.

Chi sono gli attori principali: uccelli, parassita e vettori

Lo studio mostra che sia specie introdotte sia autoctone possono infettare la zanzara comune responsabile della trasmissione. In laboratorio, zanzare come la southern house mosquito si sono infettate dopo essersi nutrite di numerose specie di uccelli, anche quando nei volatili la carica parassitaria era bassa.

Specie colpite e impatti osservati

Tra le specie più colpite figurano il ʻiʻiwi, noto per la livrea rossa, e l’endemico ʻakikiki di Kauaʻi, oggi praticamente scomparso in natura. Le infezioni danneggiano i globuli rossi e possono portare a anemia, insufficienza d’organo e alte mortalità nelle specie più sensibili.

  • ʻiʻiwi: mortalità molto elevata dopo infezione.
  • ʻakikiki: estinzione in natura attribuita in gran parte alla malaria aviaria.
  • Specie introdotte: spesso agiscono come serbatoi silenziosi.

Durata delle infezioni e prove sperimentali

I ricercatori hanno raccolto oltre 4.000 campioni di sangue da uccelli su Kauaʻi, Oʻahu, Maui e Hawaiʻi Island per valutare la contagiosità. Esperimenti di laboratorio hanno dimostrato che anche infezioni croniche a bassa intensità possono infettare le zanzare, mantenendo la trasmissione nel tempo.

Questo aspetto è cruciale: la presenza di individui cronicamente infetti per mesi o anni crea un serbatoio persistente. La trasmissione prolungata è probabilmente il fattore principale che sostiene la diffusione della malaria aviaria attraverso le isole.

Conseguenze ambientali e rischi legati al clima

I risultati indicano che la malaria aviaria è ormai diffusa dove le zanzare sono presenti, riducendo al minimo le aree sicure per gli uccelli forestali. L’aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico sta permettendo alle zanzare e al parassita di spingersi a quote più elevate, erodendo i rifugi storici degli uccelli nativi.

Man mano che i limiti altitudinali delle zanzare si alzano, foreste prima immuni diventano vulnerabili. Per questo motivo, esperti e gruppi di conservazione spingono per interventi mirati di controllo delle zanzare, considerati essenziali per proteggere le specie più a rischio.

Collaborazioni e misure in atto per difendere gli uccelli hawaiani

Tra i soggetti coinvolti nello studio figurano il Maui Forest Bird Recovery Project e il programma Birds, Not Mosquitoes, che riuniscono enti accademici, istituzioni statali e organizzazioni non profit. Queste partnership lavorano su tecniche di gestione delle zanzare e progetti di conservazione sul territorio.

Il Maui Forest Bird Recovery Project opera all’interno del Pacific Cooperative Studies Unit del College of Natural Sciences. Tutte le catture e le manipolazioni degli uccelli nello studio sono state eseguite da ornitologi autorizzati, secondo i permessi statali e federali.

Dai il tuo feedback

★★★★★

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



XagenaSalute è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento