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Nel cuore della Striscia di Gaza, dove gran parte della vita quotidiana è stata cancellata dalle esplosioni, è nata una nuova iniziativa culturale che attira curiosità e speranza. Una libreria è stata riaperta dopo mesi di devastazione, riportando libri e lettori in uno spazio che per lungo tempo è sembrato impossibile. Questo progetto è il frutto della determinazione di due giovani che hanno deciso di non lasciare che la parola scritta fosse sommersa dalle macerie.
La nascita della Phoenix Library: un gesto concreto di rinascita
La Phoenix Library è sorta in un quartiere segnato dalla distruzione, in un locale recuperato e reso accessibile alla comunità. L’apertura è avvenuta in una giornata di aprile e ha subito attirato l’attenzione dei media locali e internazionali. La libreria non è solo uno spazio per i libri, ma un punto d’incontro per chi cerca normalità in un contesto di crisi quotidiana.
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Il nome scelto evoca rinascita e continuità delle idee anche dopo la rovina. Gli stessi fondatori parlano della libreria come di un laboratorio culturale. Qui si tengono letture, scambi e iniziative educative per tutte le età.
Chi sono i promotori e quale obiettivo si sono dati
I promotori sono due giovani palestinesi: Omar Hamad e Ibrahim Massri. Entrambi hanno percorso un lungo cammino prima di arrivare all’apertura, tra recuperi notturni e trasferimenti dei volumi. La loro storia personale si intreccia con la missione della libreria, che è diventata una forma di resistenza culturale.
Hamad e Massri lavorano con poche risorse ma molta inventiva. Hanno mobilitato una rete di amici e volontari per gestire il luogo e proteggerne i libri. Il loro obiettivo è chiaro: restituire ai cittadini un centro di cultura e apprendimento accessibile.
Dietro l’iniziativa c’è anche una strategia pratica per sopravvivere in tempo di guerra. I fondatori si sono organizzati per spostare la raccolta quando era necessario. Questo approccio ha permesso di salvare volumi che altrimenti sarebbero andati perduti.
Recupero dei libri: tecniche, rischi e logistica
La collezione è il risultato di mesi di raccolta tra edifici parzialmente in piedi e mucchi di macerie. Il recupero richiede attenzione per evitare di danneggiare testi fragili e per rispettare la sicurezza delle persone. Spostare scatole piene di libri in una zona instabile è un’operazione che combina tecnica e coraggio.
Come sono stati raccolti i volumi
- Ispezioni dei palazzi, stanza per stanza, per trovare scaffali e scatole integre.
- Trasferimenti discreti tra punti di raccolta per evitare di perdere materiali.
- Riparazioni sul posto per preservare i testi più danneggiati.
Le operazioni si sono svolte spesso sotto la pressione dei combattimenti e della distruzione in corso. Ogni libro salvato è stato isolato, catalogato e poi protetto in casse. Questa cura ha trasformato ogni volume in un pezzo di memoria salvata dall’oblio.
Il valore culturale e la lotta contro lo “scolasticidio”
In un contesto dove scuole, biblioteche e università sono stati colpiti, la sopravvivenza del sapere diventa centrale. Il termine usato da studiosi e attivisti per descrivere questo fenomeno è “scolasticidio”, la distruzione mirata del sistema educativo. La Phoenix Library nasce come risposta diretta a questa perdita di infrastrutture culturali.
La libreria è interpretata dalla comunità come un presidio di memoria e di speranza. Attivisti locali e lettori vedono nei libri un modo per mantenere viva l’identità e il futuro educativo. Per sostenere il progetto sono state lanciate raccolte fondi online e campagne di sensibilizzazione.
Tra queste iniziative, la raccolta avviata nel dicembre 2025 ha ottenuto risultati significativi. Omar Hamad e Ibrahim Massri hanno raccolto oltre 113.000 dollari per sostenere l’attività e ampliare gli spazi. Questo flusso di risorse ha permesso di acquistare materiali di conservazione e organizzare programmi culturali per i giovani.
Risposte della comunità e possibili sviluppi
La reazione alla Phoenix Library è stata mista, tra entusiasmo locale e attenzione internazionale. Organizzazioni culturali hanno offerto supporto logistico e donazioni di testi. I cittadini partecipano con volontariato e proposte per nuove attività nella libreria.
Le prospettive per il futuro dipendono dalla stabilità della zona e dal sostegno continuo. Tra le possibilità ci sono programmi di alfabetizzazione, laboratori per bambini e scambi con biblioteche estere. Un elenco di azioni concrete potrebbe includere:
- Supporto finanziario per l’acquisto di scaffali e materiali di conservazione.
- Collaborazioni internazionali per inviare libri e competenze.
- Progetti educativi rivolti ai giovani colpiti dalla chiusura delle scuole.












