Prima nuova libreria di Gaza apre grazie a due ragazzi: speranza dopo quasi tre anni di distruzione

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Nel cuore della Striscia di Gaza, dove gran parte della vita quotidiana è stata cancellata dalle esplosioni, è nata una nuova iniziativa culturale che attira curiosità e speranza. Una libreria è stata riaperta dopo mesi di devastazione, riportando libri e lettori in uno spazio che per lungo tempo è sembrato impossibile. Questo progetto è il frutto della determinazione di due giovani che hanno deciso di non lasciare che la parola scritta fosse sommersa dalle macerie.

La nascita della Phoenix Library: un gesto concreto di rinascita

La Phoenix Library è sorta in un quartiere segnato dalla distruzione, in un locale recuperato e reso accessibile alla comunità. L’apertura è avvenuta in una giornata di aprile e ha subito attirato l’attenzione dei media locali e internazionali. La libreria non è solo uno spazio per i libri, ma un punto d’incontro per chi cerca normalità in un contesto di crisi quotidiana.

Il nome scelto evoca rinascita e continuità delle idee anche dopo la rovina. Gli stessi fondatori parlano della libreria come di un laboratorio culturale. Qui si tengono letture, scambi e iniziative educative per tutte le età.

Chi sono i promotori e quale obiettivo si sono dati

I promotori sono due giovani palestinesi: Omar Hamad e Ibrahim Massri. Entrambi hanno percorso un lungo cammino prima di arrivare all’apertura, tra recuperi notturni e trasferimenti dei volumi. La loro storia personale si intreccia con la missione della libreria, che è diventata una forma di resistenza culturale.

Hamad e Massri lavorano con poche risorse ma molta inventiva. Hanno mobilitato una rete di amici e volontari per gestire il luogo e proteggerne i libri. Il loro obiettivo è chiaro: restituire ai cittadini un centro di cultura e apprendimento accessibile.

Dietro l’iniziativa c’è anche una strategia pratica per sopravvivere in tempo di guerra. I fondatori si sono organizzati per spostare la raccolta quando era necessario. Questo approccio ha permesso di salvare volumi che altrimenti sarebbero andati perduti.

Recupero dei libri: tecniche, rischi e logistica

La collezione è il risultato di mesi di raccolta tra edifici parzialmente in piedi e mucchi di macerie. Il recupero richiede attenzione per evitare di danneggiare testi fragili e per rispettare la sicurezza delle persone. Spostare scatole piene di libri in una zona instabile è un’operazione che combina tecnica e coraggio.

Come sono stati raccolti i volumi

  • Ispezioni dei palazzi, stanza per stanza, per trovare scaffali e scatole integre.
  • Trasferimenti discreti tra punti di raccolta per evitare di perdere materiali.
  • Riparazioni sul posto per preservare i testi più danneggiati.

Le operazioni si sono svolte spesso sotto la pressione dei combattimenti e della distruzione in corso. Ogni libro salvato è stato isolato, catalogato e poi protetto in casse. Questa cura ha trasformato ogni volume in un pezzo di memoria salvata dall’oblio.

Il valore culturale e la lotta contro lo “scolasticidio”

In un contesto dove scuole, biblioteche e università sono stati colpiti, la sopravvivenza del sapere diventa centrale. Il termine usato da studiosi e attivisti per descrivere questo fenomeno è “scolasticidio”, la distruzione mirata del sistema educativo. La Phoenix Library nasce come risposta diretta a questa perdita di infrastrutture culturali.

La libreria è interpretata dalla comunità come un presidio di memoria e di speranza. Attivisti locali e lettori vedono nei libri un modo per mantenere viva l’identità e il futuro educativo. Per sostenere il progetto sono state lanciate raccolte fondi online e campagne di sensibilizzazione.

Tra queste iniziative, la raccolta avviata nel dicembre 2025 ha ottenuto risultati significativi. Omar Hamad e Ibrahim Massri hanno raccolto oltre 113.000 dollari per sostenere l’attività e ampliare gli spazi. Questo flusso di risorse ha permesso di acquistare materiali di conservazione e organizzare programmi culturali per i giovani.

Risposte della comunità e possibili sviluppi

La reazione alla Phoenix Library è stata mista, tra entusiasmo locale e attenzione internazionale. Organizzazioni culturali hanno offerto supporto logistico e donazioni di testi. I cittadini partecipano con volontariato e proposte per nuove attività nella libreria.

Le prospettive per il futuro dipendono dalla stabilità della zona e dal sostegno continuo. Tra le possibilità ci sono programmi di alfabetizzazione, laboratori per bambini e scambi con biblioteche estere. Un elenco di azioni concrete potrebbe includere:

  • Supporto finanziario per l’acquisto di scaffali e materiali di conservazione.
  • Collaborazioni internazionali per inviare libri e competenze.
  • Progetti educativi rivolti ai giovani colpiti dalla chiusura delle scuole.

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