Fungo letale per rane devasta gli anfibi nel mondo: origine Brasile

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Un gruppo di ricercatori brasiliani ha rianalizzato decenni di frammenti biologici, registri commerciali e studi genetici per tracciare l’origine di un fungo responsabile del declino globale degli anfibi. I risultati rimescolano le ipotesi precedenti e puntano i riflettori su rotte di commercio e allevamenti che potrebbero aver diffuso l’agente patogeno in tutto il mondo. La ricerca combina storia naturale, biologia molecolare e dati sul commercio internazionale per spiegare come una singola genotipo abbia colonizzato diversi continenti.

Perché Bd-Brazil torna al centro del dibattito sulle epidemie degli anfibi

Il fungo chytrid, noto scientificamente come Batrachochytrium dendrobatidis o Bd, è considerato una delle cause principali delle estinzioni e dei cali demografici di rane e rospi. Diverse varianti genetiche di Bd si sono diffuse nel mondo, ma capire dove sia nato un ceppo aiuta a definire strategie di controllo. In questo caso, gli scienziati hanno messo sotto esame la cosiddetta variante Bd-Brazil.

Negli ultimi anni la comunità scientifica aveva avanzato l’ipotesi che Bd-Brazil potesse avere origini asiatiche. La nuova analisi effettuata da ricercatori dell’Università Statale di Campinas (UNICAMP) sostiene invece un’origine brasiliana per questa variante. La prova chiave è la presenza antica e numerosa del ceppo tra specie native e in allevamenti del Brasile, elemento che distingue questo scenario da quello osservato in altri Paesi.

Approccio integrato: musei, genetica e filiere commerciali

Lo studio ha adottato un metodo interdisciplinare per ricostruire la storia del patogeno. Sono stati esaminati campioni di anfibi conservati nei musei, eseguiti test genetici su isolati provenienti da allevamenti e analizzati i flussi commerciali internazionali di carne di rana. Questa combinazione ha permesso di mettere in relazione dati storici con evidenze molecolari.

Fonti e tecniche utilizzate nella ricerca

  • Campioni museali: esame di oltre duemila esemplari collezionati tra il XIX e il XX secolo.
  • Genotipizzazione: analisi del DNA dei ceppi isolati in allevamenti brasiliani.
  • Rotte commerciali: mappatura delle esportazioni e importazioni di rane e carne di rana.

Prove storiche e i monumentali ritrovamenti nei musei

Gli esperti hanno analizzato oltre 2.200 esemplari provenienti da collezioni zoologiche internazionali, rivelando tracce di Bd in campioni assai antichi. Alcuni reperti positivi risalgono ai primi decenni del Novecento, molto prima delle moderne esportazioni su larga scala. Tali ritrovamenti rafforzano l’idea che il patogeno fosse già presente in varie regioni ben prima delle recenti attività commerciali.

Tra i dati più interessanti emersi, alcuni individui raccolti nel 1915 nelle montagne europee e campioni sudamericani degli anni Sessanta mostrano segnali di infezione. Queste osservazioni ampliamo la cronologia conosciuta della diffusione di Bd. I risultati museali hanno fornito la cornice temporale necessaria per correlare i pattern geografici alle rotte di scambio.

Commercio internazionale: rotte, numeri e possibili vie di contaminazione

I ricercatori hanno ricostruito migliaia di rotte commerciali legate al commercio di rane e hanno individuato i Paesi maggiormente coinvolti. Dall’analisi emergono esportatori e importatori chiave, con alcuni stati che agiscono come hub di distribuzione. Questo quadro ha permesso di individuare percorsi plausibili di diffusione del ceppo brasiliano.

Tra i risultati, il collegamento diretto tra esportazioni brasiliane e paesi che successivamente hanno registrato casi di Bd-Brazil è particolarmente rilevante. L’analisi mostra che il ceppo è stato isolato sia in allevamenti che in popolazioni selvatiche all’interno del Brasile. Inoltre, evidenze genetiche raccolte su bullfrog commerciali suggeriscono che il commercio internazionale di questa specie abbia favorito la disseminazione.

Conseguenze per le popolazioni di anfibi e misure di biosicurezza

La presenza diffusa di Bd-Brazil in allevamenti e specie autoctone pone rischi concreti per la biodiversità locale. Sebbene alcune varianti, come Bd-GPL, risultino più aggressive, la circolazione di ceppi locali non è innocua e può destabilizzare popolazioni sensibili. Le dinamiche fra specie esotiche allevate e fauna selvatica rendono complesso il controllo delle epizoozie.

Per limitare nuovi focolai, gli autori propongono misure pratiche e coordinate a livello internazionale. Tra le azioni suggerite figurano controlli d’importazione, screening routinari dei patogeni e protocolli di quarantena per gli animali commercializzati. Un sistema globale di monitoraggio e regolamentazione del commercio di anfibi è ritenuto fondamentale per proteggere specie native e ridurre il rischio di ulteriori estinzioni.

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