3I/ATLAS, cometa interstellare: nuove immagini svelano dettagli sorprendenti

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Immagini recenti catturate dal Telescopio Spaziale Hubble e dalla missione europea Juice stanno rivelando aspetti inediti della cometa interstellare 3I/ATLAS, che attraversa il nostro sistema planetario attirando l’attenzione degli astronomi. Le osservazioni a distanza ravvicinata hanno messo in luce struttura e attività della cometa, offrendo nuovi indizi sulla sua composizione. La curiosità cresce man mano che si avvicina il passaggio più prossimo alla Terra, previsto per dicembre.

Immagini e primi riscontri da Hubble e Juice

Hubble ha ripreso 3I/ATLAS più volte dopo la scoperta estiva, mostrando una forma allungata e dettagli della chioma. Il 30 novembre il telescopio ha raccolto dati da circa 286 milioni di chilometri, impiegando la sua Wide Field Camera 3 per aumentare la nitidezza. Queste fotografie hanno aiutato a mappare l’aspetto generale dell’oggetto e il comportamento della sua atmosfera volatile.

Parallelamente, la sonda Juice ha fornito nuove riprese durante il passaggio al perielio, offrendo un punto di vista diverso. La NavCam di Juice ha osservato l’attività della cometa da circa 66 milioni di chilometri, catturando segnali che confermano la presenza di gas e polveri. Questi dati completeranno il quadro quando arriveranno a Terra nei prossimi mesi.

Strumenti impiegati e le sfide nella trasmissione dei dati

La missione Juice ha utilizzato più strumenti scientifici insieme alla fotocamera di navigazione per documentare l’incontro. L’uso simultaneo di sensori ha permesso di rilevare emissioni termiche e segnali spettroscopici. Tuttavia, la completa ricezione dei dati è rallentata da vincoli tecnici legati all’orientamento della sonda verso il Sole.

Dettagli sulle apparecchiature e il flusso di informazioni

Per proteggere Juice dal calore solare, il team ha orientato l’antenna principale in modo da schermare la sonda. Di conseguenza, la trasmissione verso la Terra avviene tramite un’antenna secondaria e procede a velocità ridotta. Nonostante questo limite, il gruppo di controllo ha rilasciato un’anteprima parziale: un quarto di immagine NavCam che mostra l’attività termica della cometa.

  • NavCam: immagini di navigazione e registrazioni dell’attività visibile.
  • Sensori spettroscopici: per analizzare i gas emessi durante il riscaldamento solare.
  • Rilevatori termici: utili a individuare punti caldi nella chioma.

Cosa rivelano la chioma e le due code

Le immagini preliminari mostrano una chioma luminosa intorno al nucleo, formata da gas e particelle liberate per sublimazione. Attorno alla coma emergono due code distinte, segno di processi fisici differenti causati dall’interazione con il vento solare e dalla dispersione delle polveri. Questi tratti ricordano il comportamento delle comete nate nel nostro sistema, pur mantenendo caratteristiche uniche.

Gli scienziati hanno già individuato la presenza di una coda di plasma e una coda di polveri sottili. La prima deriva da gas ionizzato spinto dalle particelle solari; la seconda è costituita da granelli più pesanti trascinati lontano dal nucleo. L’analisi dettagliata di questi elementi aiuterà a comprendere se la composizione chimica corrisponde a materiali stellari esterni o a corpi formatisi localmente.

  • Coda di plasma: gas ionizzato visibile sotto l’azione del vento solare.
  • Coda di polveri: materiale solido sparso dal nucleo in direzione opposta al Sole.

Timeline del passaggio vicino alla Terra e dati attesi

Il sorvolo più prossimo è previsto per il 19 dicembre, quando 3I/ATLAS si troverà a circa 270 milioni di chilometri dalla Terra. Gli esperti sottolineano che non esiste alcun rischio per il nostro pianeta, poiché la cometa passerà oltre l’orbita terrestre rispetto al Sole. Rimarrà comunque osservabile con strumenti professionali per diverse settimane dopo l’approccio più vicino.

Ulteriori pacchetti di dati, compresi scatti ad alta risoluzione e misure spettroscopiche, sono attesi tra il 18 e il 20 febbraio. Queste informazioni saranno cruciali per chiarire l’origine interstellare e la composizione della cometa. L’elaborazione e la calibrazione dei segnali richiederanno tempo, ma promettono di arricchire la conoscenza sugli oggetti che provengono da altri sistemi stellari.

La comunità astronomica segue con attenzione le consegne dei dati e organizza osservazioni coordinate da terra e dallo spazio. I risultati futuri potrebbero definire meglio il catalogo degli oggetti interstellari e la diversità chimica presente oltre il nostro sistema. Nel frattempo, ogni nuova immagine contribuisce a una storia in evoluzione su 3I/ATLAS e sul suo viaggio tra le stelle.

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