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Tislelizumab, un nuovo immunoterapico, nel cancro dell'esofago, del testa-collo e del polmone non-a-piccole cellule


Nel periodo 2015-2020, in Italia, i nuovi casi di tumore dell’esofago sono aumentati del 26%, da 1.900 a 2.400, ma la mortalità è diminuita del 12.4% nelle donne e del 6.7% negli uomini.
Al calo ha contribuito la migliore capacità di gestione della malattia, soprattutto in fase preoperatoria con la chemio-radioterapia per le forme squamose e la chemioterapia per quelle non-squamose.
Tuttavia, circa due terzi dei casi vengono scoperti già in fase avanzata, in cui la sopravvivenza non supera i 10 mesi.

Una nuova molecola immunoterapica, Tislelizumab, ha evidenziato un netto miglioramento della sopravvivenza proprio nei pazienti con cancro dell’esofago squamoso in fase avanzata non-operabile o metastatica e già trattati.
L'obiettivo è portare i vantaggi dell’immunoterapia anche in prima linea, cioè in persone non ancora trattate, o in fase più precoce, come quella preoperatoria.

L’obesità è un fattore di rischio preponderante per l’istologia non-squamosa del cancro dell’esofago, distale, divenuta la più frequente nei Paesi occidentali, mentre l’abuso di alcol e l’abitudine al fumo di sigaretta sono, invece, strettamente connessi alla forma squamosa.

In molti pazienti il cancro all'esofago viene scoperto in stadio avanzato, non più operabile. Queste persone molto fragili, spesso colpite anche da altre malattie, con una bassa qualità di vita, hanno necessità di terapie efficaci e tollerabili.
L'immunoterapia, che rinforza il sistema immunitario contro il cancro, è destinata a giocare un ruolo fondamentale in questa malattia.

Nello studio di fase 3, RATIONALE 302, sono stati arruolati 512 pazienti da 11 Paesi con cancro dell’esofago squamoso avanzato non-operabile o metastatico e già trattati.
Tislelizumab è stato confrontato con la chemioterapia e, per la prima volta, si è evidenziato un miglioramento della sopravvivenza globale.

Un’altra neoplasia poco frequente e fortemente condizionata da fattori di rischio come fumo e alcol è quella della testa-collo.
Nel 2020 in Italia sono state stimate 9.900 nuove diagnosi.
In uno studio di fase 1, Tislelizumab in monoterapia ha evidenziato tassi di risposta di circa il 15% in pazienti con malattia avanzata.
Anche in questa patologia l’immunoterapia può diventare una pietra miliare, così come è già una realtà consolidata in un tumore molto frequente come quello del polmone.

Nello studio di fase 3 RATIONALE 303 su 805 pazienti con tumore del polmone non-a-piccole cellule avanzato o metastatico, Tislelizumab, in seconda e terza linea, ha evidenziato una sopravvivenza globale mediana di 17.2 mesi contro gli 11.9 mesi con la chemioterapia, e il tasso di sopravvivenza libera da progressione a 1 anno ha raggiunto il 23.3% con il nuovo immunoterapico contro il 5.7% con la chemioterapia.

Fonte: Novartis, 2021

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