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Sindromi mielodisplastiche ed anemia: quasi il doppio dei pazienti trattati con Luspatercept ha ottenuto una indipendenza dalle trasfusioni rispetto ad Epoetina alfa


Sono stati presentati i primi risultati dello studio di fase 3 COMMANDS, randomizzato, in aperto, per la valutazione di Luspatercept ( Reblozyl ) rispetto ad Epoetina alfa, un agente stimolante l’eritropoiesi ( ESA ), per il trattamento dell’anemia nei pazienti adulti con sindromi mielodisplastiche ( MDS ) a rischio molto basso, basso o intermedio, che richiedono trasfusioni di globuli rossi ( RBC ) e sono ESA-naïve.

L’endpoint primario analizzato nello studio COMMANDS è l’indipendenza dalle trasfusioni di globuli rossi ( RBC-TI ) per 12 settimane con un aumento medio dell’emoglobina pari o superiore a 1,5 g/dL.
Gli endpoint secondari comprendono la risposta eritroide ( HI-E ) per almeno 8 settimane durante le settimane dalla 1 alla 24 dello studio, RBC-TI 12 settimane o maggiore e RBC-TI per 24 settimane.
I pazienti eleggibili sono di 18 anni d'età o superiore con sindrome mielodisplastica a basso rischio e con necessità di trasfusioni.
I pazienti sono randomizzati 1:1 a ricevere Luspatercept per via sottocutanea ( dose iniziale 1,0 mg/kg, titolazione fino a 1,75 mg/kg ) una volta ogni 3 settimane oppure Epoetina alfa ( dose iniziale 450 UI/kg, titolazione fino a 1050 UI/kg ) settimanalmente per 24 settimane o più.

Al momento dell’analisi ad interim, 147 pazienti valutabili hanno ricevuto Luspatercept e 154 Epoetina alfa, con la durata media del trattamento di 41,6 e 27 settimane, rispettivamente.

E' stato osservato che il 58,5% ( n=86 ) dei pazienti trattati con Luspatercept rispetto al 31,2% ( n=48 ) di quelli trattati con Epoetina alfa ha raggiunto l’endpoint primario di RBC-TI per almeno 12 settimane con conseguente aumento medio di emoglobina di almeno 1,5 g/dL entro le prime 24 settimane ( p minore di 0,0001 ).

L’aumento del tasso di HI-E per almeno 8 settimane è stato raggiunto dal 74,1% ( n=109 ) dei pazienti con Luspatercept rispetto al 51,3% ( n=79 ) di quelli con Epoetina alfa ( p inferiore a 0,0001 ).

I pazienti trattati con Luspatercept hanno ottenuto risposte più durature rispetto ad Epoetina alfa, con una durata mediana della risposta di RBC-TI superiore a 12 settimane ( dalla settimana 1 al termine del trattamento ) di 126,6 rispetto a 77 settimane.
Nelle prime 24 settimane di trattamento, RBC-TI di almeno 24 settimane era stata raggiunta dal 47,6% ( n=70 ) dei pazienti con Luspatercept rispetto al 29,2% ( n= 45 ) di quelli con Epoetina alfa ( P= 0,0006 ).

I benefici del trattamento con Luspatercept sono stati osservati anche nei sottogruppi clinicamente rilevanti e i risultati hanno mostrato un profilo di sicurezza costante senza nuove segnalazioni.

L'anemia cronica, i bassi livelli di emoglobina e la dipendenza dalle trasfusioni rappresentano le principali sfide cliniche per i pazienti con sindromi mielodisplastiche a basso rischio e aumentano il rischio di morte di oltre la metà dei pazienti rispetto a coloro che non necessitano di trasfusioni. I risultati dello studio COMMANDS hanno mostrato che il trattamento con Luspatercept, rispetto ad Epoetina alfa, ha prodotto tassi superiori e statisticamente significativi di indipendenza da trasfusioni di globuli rossi e di aumento di emoglobina, miglioramento della durata della risposta, con risultati pari o superiori in tutti i sottogruppi, e con sicurezza e tollerabilità accettabili per i pazienti con sindromi mielodisplastiche a basso rischio ESA-naïve. ( Xagena Medicina )

Fonte: ASCO ( American Society of Clinical Oncology ) Annual Meeting 2023

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