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Organizzazione mondiale della Sanità: eliminazione delle epatiti virali


Secondo il rapporto sulle epatiti della Organizzazione mondiale della sanità ( Oms ) pubblicato nel 2017 ( Global Hepatitis Report 2017 ), ben 325 milioni di persone nel mondo sono affette da epatite cronica B ( infezione da HBV ) o C ( infezione da HCV ).
La maggior parte di queste persone non ha accesso ai test diagnostici e alle terapie ed è quindi a rischio di una lenta progressione della malattia epatica che può portare a cirrosi, epatocarcinoma e morte.
Le regioni del mondo ove è più diffusa l’epatite B sono quelle orientali e dell’Africa, mentre il mondo occidentale è caratterizzato da maggiore diffusione dell’epatite C.

Nel 2015 l’epatite virale ha provocato 135 milioni di morti. Il dato è paragonabile ai decessi causati dall’ infezione da HIV, dalla tubercolosi e dalla malaria.

La prevalenza delle infezioni da epatite B in Italia è molto bassa, inferiore all’1%, visto che tutta la popolazione italiana fino a 38 anni è stata vaccinata.
La prevalenza delle infezioni da epatite C si attesta invece intorno al 2% della popolazione italiana.
Al 21 gennaio 2019 erano stati trattati con i farmaci eradicanti l’infezione da HCV 167.319 pazienti.

Allo stato attuale l’epatite virale è non solo una patologia clinicamente rilevante, ma un importante problema di salute pubblica, che richiede una risposta urgente a tutto campo.
La predisposizione di misure e programmi di prevenzione e la disponibilità di terapie altamente efficaci hanno reso l’eliminazione a livello globale un obiettivo realistico.
E’ comunque fondamentale tenere ben presente che il progetto di eliminazione richiede un salto concettuale, spostando l’attenzione dalla cura del singolo paziente a un approccio di sanità pubblica, che ha come obiettivo l’interruzione della trasmissione dell’infezione.

L’obiettivo, molto ambizioso, dell’Oms è quello di raggiungere entro il 2030 una riduzione globale della mortalità correlata alle epatiti del 65% e una riduzione del 90% di nuove infezioni.
Il rapporto dell’Oms, prendendo come riferimento l’anno 2015, rileva tuttavia che solo il 9% di tutte le infezioni da epatite B e il 20% di tutte le infezioni da epatite C sono state diagnosticate.

Nel 2016 è stata istituita dall’Oms la Global Health Sector Strategy ( Ghss ) per le epatiti B e C, con lo scopo di identificare e sviluppare le strategie per l’eliminazione delle epatiti virali nel mondo.

Le indicazioni fornite dalla Ghss si sviluppano su 4 azioni principali: 1. politiche di sensibilizzazione e mobilitazione delle risorse e acquisizione di solidi dati epidemiologici; 2. prevenzione della trasmissione; 3. miglioramento dell’accesso alla diagnosi; 4. screening, cura e trattamento.

Uno studio pubblicato su Lancet Gastroenterology and Hepatology ( Accelerating elimination of viral hepatitis: a Lancet Gastroenterology and Hepatology Commission ) ha analizzato l’epidemiologia ed i progressi raggiunti in specifiche aree geografiche del pianeta in relazione all’obiettivo di eliminazione delle epatiti.
E' stato dimostrato che attività mirate allo scopo, ben coordinate e adeguatamente finanziate, possono far raggiungere l’obiettivo che l’Oms si è posta.
L’Italia ha già adottato gran parte delle raccomandazioni dell’Oms e può quindi essere considerata tra i Paesi che potranno raggiungere l’obiettivo prefissato.

Infezione da HCV

La maggior parte delle persone con epatite C acuta e cronica sono asintomatici. Per tale motivo l’epatite C può richiedere decenni prima di dare manifestazioni clinicamente rilevanti e quindi essere diagnosticata.

I sintomi non differiscono in modo sostanziale da quelli delle altre epatiti e includono debolezza, dolori articolari, prurito cutaneo, dolore muscolare, mal di stomaco e ittero.

L’epatite C è diagnosticata mediante un test del sangue. Tuttavia i comuni esami sul sangue condotti di routine non includono il test per HCV, pertanto la verifica sierologica deve essere richiesta esplicitamente dal medico curante.
Per questo motivo la maggior parte delle persone affette da epatite C asintomatica non sanno di avere la malattia. Potrebbero scoprire di essere infetti se sono donatori di sangue in quanto nei donatori tale test è eseguito obbligatoriamente.

A volte possono evidenziarsi alterazioni persistenti degli enzimi epatici. Successive indagini possono escludere o confermare l’infezione da epatite C e valutare l'esistenza di danno epatico provocato dal virus HCV. ( Xagena Medicina )

Fonte: Organizzazione mondiale della Sanità, 2019

Xagena_Salute_2019


Per approfondimenti sulle Epatite: Epatite.net https://epatite.net/



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