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L'obesità è associata a diverse patologie, in particolare a malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, alcuni tipi di tumore e osteoartrosi



Una persona ogni 10 minuti muore in Italia per cause e complicanze legate all’obesità, una malattia che ogni anno provoca 57mila decessi e oltre mille morti a settimana.
Le persone obese in Italia sono 6 milioni. La Lombardia si posiziona al di sotto della media nazionale ma il dato è comunque preoccupante con il 31.9% di persone in sovrappeso ( oltre 319.200 abitanti ) e 8.7% di persone obese ( circa 87.072 abitanti ).

L’obesità è una malattia curabile.

Secondo un’indagine condotta dal Centro di Studio e Ricerca sulla Sanità Pubblica dell’Università Milano Bicocca, con la chirurgia bariatrica si può ottenere un guadagno per paziente di oltre tre anni di vita, vissuta in condizioni di salute ottimali.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, gli adulti in sovrappeso sono 1.9 miliardi, di questi circa 600 milioni sono obesi.

Il peso corporeo eccessivo è associato a diverse patologie, in particolare a malattie cardiovascolari, al diabete mellito di tipo 2, alla sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, ad alcuni tipi di tumori e all'osteoartrosi.

L'obesità è una delle principali cause di morte prevenibile a livello mondiale. Alcuni studi statunitensi ed europei, effettuati su un campione a larga scala, hanno dimostrato che il rischio di mortalità è più basso nei non fumatori con indice di massa corporea ( IBM ) compreso tra i 20 e i 25 kg/m2, così come nei fumatori con indice BMI compreso fra i 24 e i 27 kg/m2.
Tra le donne, un indice BMI superiore a 32 kg/m2 è stato associato a un tasso di mortalità raddoppiato nell'arco di un periodo di 16 anni.
Negli Stati Uniti l'obesità è stimata come causa di un numero di decessi compreso fra gli 111mila e i 365mila all'anno, mentre nell'Unione europea un milione di decessi ( pari al 7.7% del totale ) sono attribuiti al peso in eccesso.
In media, l'obesità abbassa l'aspettativa di vita di circa sei-sette anni: in particolare, l'aspettativa di vita diminuisce di 2-4 anni in caso di obesità moderata ( corrispondente a un indice BMI compreso fra 30 e 35 kg/m2 ), mentre l'obesità grave ( indice BMI maggiore di 40 kg/m2 ) riduce l'aspettativa di vita di dieci anni.

L'obesità aumenta il rischio di molte patologie fisiche e mentali. Queste sono comunemente indicate come sindromi metaboliche, combinazioni di disturbi medici che comprendono diabete mellito di tipo 2, ipertensione, ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia.
Esistono malattie causate direttamente dall'obesità e disturbi connessi indirettamente a essa, attraverso meccanismi di condivisione di una causa comune, come una cattiva alimentazione o uno stile di vita sedentario.
La correlazione fra obesità e condizioni specifiche varia; una delle più elevate riguarda il diabete di tipo 2: l'eccesso di grasso corporeo è infatti alla base del 64% dei casi di diabete negli uomini e il 77% dei casi nelle donne.
L'aumento della massa grassa altera la risposta del corpo all'insulina, portando una resistenza a essa; l'incremento del tessuto adiposo genera anche uno stato proinfiammatorio e protrombotico.

In generale, le conseguenze sanitarie dell'obesità rientrano in due grandi categorie: le patologie ascrivibili agli effetti di un aumento della massa grassa ( come l'osteoartrosi, l'apnea ostruttiva del sonno, la stigmatizzazione sociale ) e quelle dovute all'incremento numerico delle cellule adipose ( diabete mellito, tumore, malattie cardiovascolari, steatosi epatica non-alcolica ). ( Xagena Medicina )

Fonte: Wikipedia, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: Obesiologia.net http://www.obesiologia.net/



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