Cefalopodi: fossile di 520 milioni di anni svela come impararono a galleggiare

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Un piccolo fossile scoperto in rocce cambriane della Cina meridionale offre una nuova chiave per capire come i cefalopodi hanno imparato a galleggiare. Questa minuscola creatura, vissuta circa 520 milioni di anni fa, mostra il primissimo esempio noto di un tubo interno che regola la galleggiabilità. La scoperta sposta indietro nel tempo l’origine di una caratteristica che distingue i cefalopodi dagli altri molluschi. È il più antico sifone documentato finora, e cambia la storia evolutiva del gruppo.

Una scoperta che anticipa le origini dei cefalopodi

Un team internazionale guidato da ricercatori cinesi ha descritto il nuovo fossile nella formazione di Shuijingtuo. Il ritrovamento è stato pubblicato su Nature e porta nuove date alla comparsa del gruppo. Gli autori sostengono che la specie appartiene ai primi cefalopodi noti.

I campioni provengono da piccole conchiglie fosfatizzate, spesso catalogate come “small shelly fossils”. Queste microforme sono frequenti nei depositi del primo Cambriano e conservano dettagli fini. La scoperta colma un vuoto tra stime molecolari e fossili precedentemente noti.

Che aspetto aveva Eoceras shaanxiense e cosa lo rende unico

L’animale descritto è stato chiamato Eoceras shaanxiense ed è minuscolo; misura pochi millimetri. Aveva una conchiglia diritta, detta ortoconica, con aperture leggermente inclinate. All’interno si osservano più setti che dividevano la camera conchiglia.

Gli studiosi hanno identificato una struttura segmentata lungo la parte ventrale della conchiglia. Questa struttura è interpretata come un sifone primitivo. Il sifone collegava le camere e permetteva di modulare acqua e gas, elemento cruciale per il controllo della galleggiabilità.

Metodi avanzati hanno rivelato i dettagli interni del reperto. Le analisi includono microscopia elettronica a scansione e micro-TC. La fosfatizzazione ha conservato anche piccoli canali che attraversano i setti.

  • Dimensione: pochi millimetri;
  • Forma: conchiglia diritta ortoconica;
  • Strutture interne: più setti e tubo segmentato (sifone).
Sezione trasversale di una conchiglia fossile con camere interne e tubo segmentato
La struttura interna di Eoceras shaanxiense mostra i setti e il primitivo sifone che controllava la galleggiabilità.

Una sequenza plausibile per l’evoluzione della galleggiabilità

I ricercatori propongono che i cefalopodi abbiano sviluppato la capacità di regolare la galleggiabilità in fasi distinguibili. Inizialmente ci sarebbero state conchiglie suddivise da setti semplici. Successivamente si sarebbe formato un sifone segmentato all’interno della conchiglia.

Le forme più tarde mostrarono poi un sifone più complesso, con colli settali e anelli connettivi. Questo passaggio ha permesso un controllo più efficace di acqua e gas nelle camere. Eoceras rappresenta una forma intermedia tra murature semplici e sistemi più perfezionati.

Rappresentazione schematica dell'evoluzione della galleggiabilità nei cefalopodi antichi
L’evoluzione graduale del sifone ha permesso ai cefalopodi un controllo sempre più preciso della galleggiabilità.

Il ruolo dei microfossili e i limiti dell’attuale conoscenza

Gli autori hanno esaminato 32 esemplari attribuiti a Eoceras shaanxiense. La conservazione tramite fosfatizzazione ha permesso di osservare dettagli microscopici. Tuttavia, il corpo molle non è preservato, e molte caratteristiche rimangono ignote.

I “small shelly fossils” sono una fonte promettente per trovare altre forme primitive. Campioni simili potrebbero colmare ulteriori lacune temporali e anatomiche. Serviranno nuove scoperte cambriane per chiarire come sono nati i tratti distintivi dei cefalopodi.

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