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- Ipertensione: il Clortalidone migliore di Amlodipina, Doxazosina e Lisinopril nella prevenzione dello scompenso cardiaco
Lunedì 2 Marzo 2009 - L’insufficienza cardiaca che tende a svilupparsi nei pazienti affetti da ipertensione può presentarsi con frazione d’eiezione ventricolare sinistra preservata ( PEF maggiore o uguale al 50% ) o ridotta ( REF minore del 50% ).
Nello studio ALLHAT ( Antihypertensive and Lipid-Lowering Treatment to Prevent Heart Attack Trial ), 42.418 pazienti ipertesi al alto rischio sono stati assegnati a Clortalidone ( Igroton ), Amlodipina ( Norvasc ), Lisinopril ( Zestril ) o Doxazosina ( Cardura ). I trattamenti sono stati confrontati riguardo alla presenza di insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione preservata o ridotta.
Informazioni sulla frazione d’eiezione sono state ottenute dal 66.6% ( 910/1367 ) dei pazienti che hanno presentato eventi che hanno richiesto l’ospedalizzazione. Di questi il 44.4% presentava scompenso cardiaco con frazione d’eiezione preservata, e il 55.6% frazione d’eiezione ridotta.
Il Clortalidone ha ridotto il rischio di insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione preservata, rispetto all’Amlodipina, Lisinopril o Doxazosina; l’hazard ratio ( HR ) è stato 0.69 ( p=0.009 ), 0.74 ( p=0.032 ) e 0.53 ( p<0.001 ), rispettivamente.
Inoltre, il Clortalidone ha ridotto il rischio di insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione ridotta, rispetto all’Amlodipina o alla Doxazosina; l’hazard ratio è stato 0.74 ( p=0.013 ) e 0.61 ( p<0.001 ) rispettivamente.
Il Clortalidone è risultato simile al Lisinopril riguardo all’incidenza di insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione ridotta ( HR=1.07; p=0.596 ).
Dopo insorgenza dello scompenso cardiaco, si è avuta un’incidenza di mortalità del 29.2% tra i partecipanti ( Clortalidone, Amlodipina e Lisinopril ) con insufficienza cardiaca e frazione d’eiezione preservata, di nuova insorgenza, contro il 41.9% in quelli con insufficienza cardiaca e frazione d’eiezione ridotta ( p<0.00; periodo osservazionale mediano: 1.74 anni ). Nel confronto Clortalidone e Doxazosina, terminato precocemente, la mortalità è stata del 20% nel gruppo scompenso cardiaco con frazione d’eiezione preservata e 26% nel gruppo scompenso cardiaco ridotto ( p=0.185; follow-up mediano:1.55 anni ).
In conclusione, nello studio ALLHAT, il Clortalidone ha ridotto in modo significativo il presentarsi di insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione preservata e ridotta, di nuova insorgenza, rispetto all’Amlodipina e alla Doxazosina. Il Clortalidone ha anche ridotto l’incidenza di scompenso cardiaco con frazione d’eiezione preservata di nuova insorgenza, rispetto al Lisinopril. Tra gli uomini e le donne con ipertensione, ad alto rischio, l’insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione preservata è associata ad una migliore prognosi rispetto all’insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione ridotta. ( Xagena Medicina )
Fonte: Circulation, 2008
Link: Cardiologia.net
Link: MedicinaNews.it
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