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Potenziali applicazioni degli agonisti LHRH nel carcinoma mammario ER+

Lunedì 18 Giugno 2007 - Diversi studi clinici hanno valutato il trattamento del carcinoma mammario nelle donne in premenopausa con gli agonisti dell’ormone rilasciante l’ormone luteinizzante ( LHRH ), senza tuttavia gungere ad un risultato conclusivo, particolarmente per i pazienti con tumore positivo per il recettore ormonale.

Uno studio, coordinato da Jack Cuzik dell’University of London, ha esaminato i dati di 11.906 donne in premenopausa con tumore alla mammella in fase precoce, provenienti da 16 studi clinici.

Quando gli agonisti LHRH sono stati imiegati da soli come trattamento adiuvante sitemico, non sono risultati significativamente efficaci nel ridurre le recidive tumorali ( riduzione relativa: 28.4%, p = 0.08 ) o la mortalità dopo recidiva ( riduzione relativa: 17.8%, p = 0.08 ), nel tumore mammario recettore-positivo.

L’aggiunta degli agonisti LHRH al Tamoxifene ( Nolvadex ), alla chemioterapia, o ad entrambi, ha ridotto le recidive tumorali del 12.7% ( p = 0.02 ) e la mortalità dopo recidiva del 15.1% ( p=0.03).

Gli agonisti LHRH hanno mostrato un’efficacia simile alla chemioterapia.

Nessuno studio ha valutato l’impiego di un agonista LHRH rispetto alla chemiotereapia, con il Tamoxifene in entrambi i bracci.

Gli agonisti LHRH sono inefficaci nei tumori negativi per il recettore ormonale ( ER- ). ( Xagena )

Fonte: Lancet, 2007

Link: OncoGinecologia.net

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