Aids
   Allergie
   Alzheimer
   Angina Pectoris
   Aritmie
   Artrite
   Asma
   Bronchite
   Calvizie
   Cefalea
   Celiachia
   Cistite
   Depressione
   Diabete
   Epatite
   Epilessia
   Fibrillazione
   Glaucoma
   Herpes
   Ictus
   Impotenza
   Infarto
   Insonnia
   Ipertensione
   Ipertiroidismo
   Ipotiroidismo
   Osteoporosi
   Parkinson
   Psoriasi
   Schizofrenia
   Scompenso
   Sclerosi
   Sclerosi Multipla
   Varicella
 
 
    Allergologia
    Andrologia
    Angiologia
    Aritmologia
    Cardiologia
    Dermatologia
    Diabetologia
    Ematologia
    Endocrinologia
    Epatologia
    Gastroenterologia
    Ginecologia
    Infettivologia
    Metabolismo
    Nefrologia
    Neurologia
    Obesiologia
    Oculistica
    Oncologia
    Pediatria
    Pneumologia
    Psichiatria
    Reumatologia
    Tiroidologia
    Urologia
    Virologia
 

News

La fibrillazione atriale sostenuta associata all’indice di massa corporea

Mercoledì 31 Gennaio 2007 - L’obesità è associata ad un aumento del rischio di fibrillazione atriale, ma non è noto se l’associazione differisca dalla durata o dalla persistenza della fibrillazione atriale.

Uno studio, compiuto da Ricercatori dell’University of Washington a Seattle negli Satati Uniti, ha esaminato 425 soggetti con fibrillazione atriale di nuova insorgenza e 707 soggetti di controllo.

In media, il rischio di fibrillazione atriale è risultato più alto del 3% per unità di incremento nell’indice di massa corporea ( BMI ).

Per la fibrillazione atriale sostenuta ( durata maggiore o uguale a 6 mesi ), il rischio era più alto del 7% per unità di incremento di BMI; per la fibrillazione atriale intermittente ( durata maggiore o uguale a 8 giorni o ricorrente ) del 4%; per la fibrillazione atriale transitoria ( durata inferiore a 8 giorni ) dell’1%.

Rispetto ai soggetti con normale indice BMI, l’odds ratio per i soggetti in sovrappeso ed obesi era come segue: sovrappeso: 0.97; obesi di classe 1: 1.18; obesi di classe 2: 1.34; obesi di classe 3: 2.31 ( p = 0.002 per trend ).

Quando il diabete mellito è stato aggiunto al modello, l’odds ratio per unità di incremento di BMI è diminuito da 1.034 a 1.028.

L’aggiustamento per altri fattori di rischio cardiovascolari, tra cui l’iperlipidemia e la pressione sanguigna, non hanno attenuato l’associazione tra BMI e fibrillazione striale.

Dai risultati è emerso che la fibrillazione atriale sostenuta presentava una più forte correlazione con l’indice di massa corporea, rispetto alla fibrillazione atriale transitoria o intermittente.
L’associazione obesità-fibrillazione atriale sembra essere parzialmente mediata dal diabete mellito. ( Xagena )

Fonte: Arch Intern Med 


Link: FibrillazioneAtriale.net

Link: MedicinaNews.it

Google
Web
Xagena News

 
 
 
 
     Anticoncezionali.net
     Aritmia.net
     Benessere.net
     Biomedicina.net
     Cardiologia.net
     Cardiologia.org
     Cuore.net
     CuoreOnline.it
     CuoreOnline.net
     DiagnosticaOnline.net
     Dimagrire.net
     Dislipidemia.it
     Erboristeria.net
     Farmaci.net
     FarmaciOnline.it
     FarmacoVigilanza.net
     FecondazioneOnline.net
     GravidanzaOnline.net
     IlFarmacista.it
     Menopausa.net
     NutrizioneOnline.net
     Omocisteina.net
     OncoGinecologia.net
     ProgettoVaricella.it
     ProntoSoccorso.net
     PsicologiaOnline.net
     SindromeMetabolica.it
     Stroke.it
     Trombosionline.it
     UroGinecologia.net
     Vaccini.net
     VacciniOnline.net
     Vaccinazioni.net
Xagena.it

.::Powered By LM Web Solutions::.